L’export di pecorino sardo punta sul Marocco

pecorinosardoCAGLIARI. Dal pecorino sardo a quello di Marrakech. Il primo c’è già, il secondo no: potrebbe però diventare realtà nel caso dovesse andare in porto la missione di un gruppo di aziende sarde, guidate da Legacoop, che da domani saranno in Marocco, nella regione della Chaouia-Ouardgha, vicino a Rabat. È un tentativo di trovare nuovi mercati per le imprese dell’isola in un’area che promette bene.

Ci provano anche le imprese del settore ovi-caprino. Con due proposte. Basate su un dato di fatto: in Marocco ci sono tante pecore, ma vengono utilizzate quasi esclusivamente per la carne. Il formaggio? Poco o nulla: consumo locale, ma quasi niente nei market,hé il prezzo sarebbe troppo alto. E allora ecco le idee che partono dalla Sardegna e saranno proposte in una serie di incontri con le istituzioni. La prima prevede l’esportazione del “come si fa” per portare dall’altra parte del Mediterraneo tutta la catena della produzione: dal veterinario che sceglie i capi ai sistemi di conservazione. La seconda offerta è più classica: il prodotto già confezionato da piazzare nei negozi e nei supermercati marocchini che per il momento ospitano soprattutto merci francesi. Un’irruzione nei banconi che, come è stato spiegato ieri mattina da Legacoop e da Sandalia, associazione che già da anni lavora in Marocco, partner della missione, cercherà di approfittare del nuovo boom economico del Maghreb.

«Nei prossimi 5 anni- ha spiegato Gianni Locci, presidente di Legacoop Cagliari- il governo ha previsto investimenti per circa 4 miliardi. Si creano quindi condizioni favorevoli per gli investimenti e opportunità per le nostre aziende». Partiranno i rappresentanti di 22 aziende. Non solo settore caseario. Anzi, la maggior parte degli imprenditori appartiene al comparto delle costruzioni e ci sono anche aziende del settore turismo.

Perché? Perché la nuova borghesia ha bisogno di quartieri residenziali all’europea. E cerca proprio nel vecchio continente esperti del settore: almeno questo è quello che sperano le aziende isolane. Durante la missione di due giorni si svolgeranno incontri proprio con le istituzioni incaricate di favorire gli investimenti da parte di imprese estere.

Profitto, ma anche etica: l’obiettivo è un accordo con il quale le coop e le aziende si impegnino a versare parte dei loro utili in un fondo per la realizzazione di progetti di sviluppo che aiutino a migliorare la qualità di vita delle popolazioni rurali del Paese nordafricano.

18 giugno 2013
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...